QUARTIERE OSTIENSE: un po di storia...


Da sempre considerato come quartiere rosso, povero ed operaio, dove militavano bande di partigiani comunisti ed un tempo famoso per i Mercati Generali e le trattorie romane. Nonostante la stretta di traffico e grandi vie di collegamento, il quartiere Ostiense è una delle zone più strane in cui può capitare di imbattersi a Roma. Piccolo (copre una superficie di ‘appena’ 7000 Km2), costantemente vessato da piccoli lavori di manutenzione che non gli restituiscono mai definitivamente la dignità che merita, spesso sconosciuto ai non romani che gli preferiscono i più noti Testaccio e Garbatella, Ostiense vivacchia tra le Mura Aureliane e un’ansa del Tevere come se poco o niente potesse cambiare i suoi ritmi. L’Ostiense è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921 e prese il nome dalla via Ostiense. Una storia ‘rossa’ e popolare, quella che lo contraddistingue. Zona di trattorie nella Roma degli anni ‘50, prese d’assalto dagli operai alloggiati alla Garbatella, ‘figli’ di quelli chiamati a lavorare al porto fluviale negli anni ‘20. Fino al 1930 Ostiense era infatti un suburbio, un’area ‘oltre quartiere’, più piccola e con meno diritti. Ce n’erano undici, a Roma. Alcuni venivano promossi a quartiere, con ampliamenti e riduzioni di territorio. Ostiense ebbe la stessa sorte, mantenendo però quello status di zona chiusa, quell’autonomia tipica dei rioni romani in cui vigono quasi delle ‘leggi speciali’: delle regole che li portano ad avere -ciascuno- una storia a sé. Quella dell’Ostiense è la storia dei Mercati Generali, di una quantità di persone che facevano lavori umili, animando le trattorie e una vita di quartiere intensa. Negli anni ‘50 ancora non si era spenta l’eco delle bande partigiane che avevano mobilitato la popolazione e, negli anni ‘60, la zona conobbe una certa notorietà anche in virtù del suo ‘monumento’ più famoso, immortalato nei libri e -soprattutto- nei film di Pier Paolo Pasolini, uno dei tanti che andavano a rifugiarsi nelle trattorie. Il Gasometro svetta ancora sulle costruzioni basse e sul Porto Fluviale, dando all’area circostante un’aria nostalgica e vagamente inquietante da cui, specialmente la sera, vale la pena di lasciarsi assorbire. I confini dell’Ostiense sono presenti e labili allo stesso tempo. Tranne l’Eur, che da qui non è ancora abbastanza vicino per far sentire la sua ‘influenza’ ordinata e razionale, Testaccio,Garbatella  e l’Ardeatino sono contemporaneamente fuori e dentro le strade del quartiere. C’è un confine aggiunto, però. Il fiume che protegge e nasconde e ha accolto nel tempo questo luogo regalandogli uno spirito diverso. Una delle caratteristiche comuni alla maggior parte di quartieri come Ostiense è la capacità di lasciar convivere elementi storici che resistono al tempo con una serie di proposte che invece avvicinano le tradizioni romane alla modernità. Non c’è da stupirsi troppo quindi, se in questa zona sono concentrati alcuni dei locali più noti per chi cerca il divertimento nella Capitale. Ancora oggi la via Ostiense mantiene inalterato il senso del collegamento con la nuova Ostia, l’Ostia-mare o Ostia-Lido che da diversi decenni è la meta estiva di molti romani. A realizzare questo collegamento con il mare fu Benito Mussolini, al quale si deve l’apertura della parallela via del Mare. Il regime fascista intervenne con grandi progetti nel quartiere Ostiense, non solo con l’edificazione di numerosi palazzi ma, soprattutto, con la costruzione della monumentale e neo-razionalista stazione Ostiense. Il quartiere è inoltre segnato dalla presenza dei sepolcri, della piramide Cestia (anche se appartiene al rione Testaccio), del cimitero protestante che ci invita a rendere omaggio alla tomba millenaria di S. Paolo. Ma il suo maggior tesoro è rappresentato dalla basilica del Santo, considerato il vero organizzatore delle comunità cristiane e della Chiesa romana. Nel quartiere prese forma il primo grande insediamento industriale di Roma, non solo per la presenza dei Mercati Generali, uno dei luoghi più tipici della città che si apre lungo la via Ostiense, ma anche per quella dell’imponente gasometro e per il porto fluviale. Così comparvero una centrale elettrica, gli stabilimenti della Società romana gas, officine, fabbriche, ecc. Il quartiere Ostiense è, inoltre, arricchito dalla zona della Garbatella che rappresenta uno dei massimi esempi di struttura urbanistica autonoma periferica.

COLLEGAMENTI:

È raggiungibile dalle stazioni: Piramide, Garbatella, Basilica San Paolo e Marconi.
È raggiungibile dalla stazione di: Roma Ostiense.